"Pietro Mascagni, un livornese"

di Fulvio Venturi
(ed. Dream Books)

con Fulvio Venturi
modera Stefano Mecenate

“Ecco finalmente un sasso, un sasso ben levigato e strutturato, che viene fatto cadere nelle acque stagnanti e impigrite della storiografia masca­gnana.

Mascagni nacque verista – anzi: creò lui il verismo musicale – ma volle subito mettersi alla ricerca di esiti espressivi diversi, sempre nuovi, in una costante inquietudine che lo fece decadentista, simbolista, esotista e infine espressionista. Questa smania di nuovo, questo desiderio di continuo sperimentalismo sarebbero virtù che in un compositore del secondo Novecento verrebbero salutate con entusiasmo dalla critica: ma le stesse virtù, per un uomo che visse per quasi quarant’anni nell’Ottocento, divennero più facilmente vizio d’in­coerenza e fonte di pregiudizio critico. (…)

Mancano oggi all’appello molte tessere del mosaico mascagnano: la già lamentata assenza di un’edizione critica completa delle opere trascina con sé l’esecuzione e l’incisione discografica di molti titoli e lavori oggi rarissimi o conosciuti solo tramite interpretazioni imperfette. (…)

È mancata in genere la contestualizzazione di Mascagni nel mondo a lui contemporaneo: si sono analizzate le sue opere di per sé, in relazione ai libretti e alla fortuna o sfortuna sulle scene, ma non leggendole nel contesto artistico internazionale di cui Mascagni era uno dei protago­nisti.

In questo contesto, ben venga allora il bel sasso che Fulvio Venturi sca­glia nella palude degli studi mascagnani: un libro che finalmente riferi­sce una biografia aggiornata e che ricolloca il musicista nel suo contesto storico, ricostruendo il tessuto che lo legava alla sua città natale, grazie al reticolo offerto da una gran mole di documenti preziosi.

Scrivere su Mascagni e Livorno non è operazione campanilistica né tantomeno pro­vinciale: Livorno fu per il compositore il porto sicuro a cui far ritorno in tutte le fasi della vita, mantenendo sempre vivi i rapporti musicali, professionali e amicali. La ricerca di Venturi porta così in luce uno spaccato dettagliato del con­testo politico, sociale e culturale della Livorno in cui visse Mascagni, evidenziandone le relazioni con gli artisti dell’epoca. La lente di Venturi ci focalizza particolari biografici inediti o rimasti nelle pie­ghe, restituendoci un rapporto fra Mascagni e Livorno spesso burrascoso ma denso di sviluppi artistici e umani.

In sostanza, questo volume viene a colmare una lacuna importante della non vasta bibliografia mascagnana. Il lavoro di Venturi arricchisce il campo storiografico lasciandoci una biografia basata sui documenti, una ricostruzione dettagliata del lavoro di Mascagni a Livorno e uno spaccato del tessuto culturale della città a cavallo dei due secoli”.

Federico Maria Sardelli

 

FULVIO VENTURI Nato e cresciuto a Livorno, svolge un’intensa attività di saggista, essenzialmente nel genere musicologico.

Le principali collaborazioni sono quelle con il Maggio Musicale Fiorentino, Wexford Opera Festival, Il Teatro dell’Opera di Roma, Opéra de Monte Carlo, Teatro Lirico di Cagliari, Festival Pucciniano di Torre del Lago, e quelle, con la Fondazione “Goldoni” di Livorno. Per la testata online Toscanaeventinews si occupa di recensioni e critica musicale.

Specializzato nel teatro “verista” e novecentesco, ha perlustrato l’intero repertorio mascagnano, ed ha scritto di autori quali Giordano, Puccini, Pietri, Respighi, Zandonai, Cilea, Strauss, Massenet, Debussy, Leoncavallo, Gabriele D’Annunzio, Verdi.

Profondo conoscitore anche di pittura, arte e arte applicata. I suoi testi sono stati tradotti in lingua straniera. Ha scritto le pièces Tramonta è la luna (omaggio a Maria Callas), Estate (ispirata dall'Alcyone dannunziano) ed Elvira, povera donna, dedicato a Giacomo Puccini.

Con dreamBOOK edizioni ha pubblicato il saggio Mascagni e Livorno - Un caso internazionale