Mashal Arman & the afghan project

Concerto dedicato alle donne afgane

Mashal Arman voce, percussioni, strumento a corde
Ourania Lampropoulou santur (strumento a corda e percussioni)
Siar Hashimii voce e percussioni
Evgenios Voulgaris oud e yayli tanbur (strumenti a corda)

“Se non puoi salvare me, salva il mio strumento, salva la musica dell’Afghanistan”, è il grido delle musiciste e dei musicisti afgani raccolto dalla reporter di guerra Barbara Schiavulli.

In Afghanistan la musica è proibita, le artiste e gli artisti e vivono nella paura e nell’impossibilità di suonare e cantare. In Afghanistan le donne hanno perso la loro libertà “spazzate via, tolte di mezzo, si torna indietro di venti anni o forse di secoli: quando il buio era quello delle anime, quando le donne erano streghe, quando la musica era il male”. 

Lucca apre le porte del suo Teatro a donne artiste afgane rispondendo alla violenza con la bellezza della musica e dell’arte persiane. Il concerto del primo dicembre, che inaugurerà i Puccini Days 2021, assume un grande valore sociale e culturale. La celebre cantante afgana Mashal Arman, adesso esiliata in Europa, sarà nella nostra città per un concerto dedicato al suo popolo. Le scenografie dello spettacolo sono ispirate dalle immagini di Fatimah Hossaini, pluripremiata fotografa e attivista per i diritti umani, fuggita da Kabul nell’agosto scorso.

Senza dimenticare la catastrofe umanitaria, il senso di avere a Lucca artisti provenienti da una terra martoriata sta nel racconto della bellezza della loro arte. La Persia ha una cultura musicale millenaria e l’Afghanistan, insieme all’Iran, ne è il fulcro.

Le artiste, dopo il concerto, incontreranno il pubblico.

[foto Fatimah Hossaini]