Ezra in gabbia o il caso Ezra Pound

scritto e diretto da Leonardo Petrillo
liberamente tratto dagli scritti e dalle dichiarazioni di Ezra Pound

con Mariano Rigillo, Anna Teresa Rossini

scene Gianluca Amodio
costumi Lia Francesca Morandini
disegno luci Enrico Berardi
musiche Carlo Covelli

aiuto regia Mario Rinaldoni
foto Pino Le Pera

produzione TSV - Teatro Nazionale, OTI - Officine del Teatro Italiano
nell'ambito del progetto "VenEzra" promosso dalla Regione Veneto

 

Lo spettacolo
Venezia è stata per Pound la città della bellezza, della nostalgia e della libertà. Durante la prigionia nel canto 76 scrive: «free then, therein the difference ... »; e Pound è stato un poeta di riferimento in quel raffinato circolo intellettuale veneziano che dialogava con uomini e donne di cultura internazionale, come Peggy Guggenheim o Ernest Hemingway.
Il primo viaggio di Pound a Venezia è nel 1908. Il giovane poeta non poteva immaginare che dopo il lungo amore di D’Annunzio per la “Città di Anadiomene” e la furia iconoclasta di Marinetti, sarebbe stato proprio lui l’ultimo cantore modernista della “città di Aldus” [Manuzio], come lui amava chiamarla.
Delle visioni e delle acque di Venezia, ultima amata dimora del grande poeta, sono intrisi quasi tutti i Cantos. Della sua presenza nella città lagunare vi è ampia e sentita testimonianza tra gli intellettuali che hanno avuto la fortuna di conoscerlo.

Note di regia di Leonardo Petrillo
Ezra in gabbia è uno spettacolo basato sulle ossessioni: ossessione per la giustizia, per la libertà, per l'usura che corrode il mondo... 
L'ossessione dell'uomo Pound che si sente inadeguato, per non essere riuscito, se non a sprazzi, a far fluire carità e amore, "a rendere le cose coerenti"; ma difende la sua poesia, la scoperta delle incongruenze sociali e artistiche, del mondo e degli uomini.
È una messinscena che tutto mostra e tutto nega.
La scena è spoglia, a eludere se stessa. Al centro del palcoscenico una gabbia.
La musica è distorsione del reale.
I video montano e smontano il concetto stesso di materico, come un bimbo che gioca a creare.
Solo la parola, ghianda di luce, trova la propria forma e la propria ragione. Solo il silenzio, finale e definitivo, apre la memoria finalmente alla danza della vita e gli restituisce dignità e libertà.
Mariano Rigillo è l'attore ideale per interpretare Ezra Pound, con la sua gestualità, la ricerca del silenzio, la parola in idea.
Anna Teresa Rossini evoca il pensiero ed i Cantos del poeta/profeta rendendo bello il difficile.
A ragione della memoria.

La Stagione di Prosa 2023-2024 è realizzata dal Teatro del Giglio in collaborazione con Fondazione Toscana Spettacolo Onlus