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FILUMENA MARTURANO
Applausi a scena aperta per uno dei capolavori del teatro italiano.
Le luci di sala si spengono. Si apre il sipario, il teatro è pieno di gente, cellulari lasciati accesi continuano imperterriti a squillare. Sul palcoscenico uno dei capolavori del teatro italiano. Si porta sulla scena il tema dei diritti dei figli illegittimi e dell’amore materno da cui Filumena ha tratto forza e dignità.
La commedia fu scritta da Eduardo de Filippo per la sorella proprio nel periodo in cui si dibatteva sulle sorti dei bambini nati fuori dal matrimonio; l’anno dopo la prima messa in scena dello spettacolo, l’Assemblea Costituente sancì il diritto-dovere di mantenere anche i figli nati fuori dal matrimonio.
Secondo alcuni critici nello straordinario personaggio di Filumena, Eduardo riversa in positivo le sue esperienze autobiografiche di figlio illegittimo come i suoi fratelli, tanta è l’intensità emotiva che riesce a trasmettere.
Filumena Marturano, interpretata da una bravissima Lina Sastri è l’incarnazione della madre che ama tutti i suoi figli allo stesso modo, senza distinzioni: per loro ha fatto tanti sacrifici, non ultimo quello di vederli crescere senza di lei, spiandone la vita da lontano. La sua superiorità morale su Domenico Soriano (Luca de Filippo) è chiara: lei gli ha voluto veramente bene, mentre lui no; lei ha fatto in modo che il figlio di lui e gli altri potessero crescere dignitosamente, e per questo ha vissuto accanto a Domenico per venticinque anni senza chiedere niente.
Molto contribuisce il dialetto napoletano che rende la confessione di Filumena più vera e toccante anche se inizialmente l’impressione per un pubblico che non conosce il dialetto può essere quella di una lingua incomprensibile.
Numerose volte applausi a scena aperta hanno interrotto gli attori che hanno saputo emozionare in uno spettacolo dove il drammatico si mescola con il comico, il tragico con il divertente.
Chiara Iacopetti
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