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GRANDE SUCCESSO DI PUBBLICO PER PAOLO POLI
Più di 2000 persone per i tre spettacoli del comico al giglio
Dopo cinquant’anni e 43 spettacoli l’ormai ottantenne Paolo Poli riesce ancora a fare tre tutti esaurito al Teatro del Giglio di Lucca. Nonostante l’età del capocomico Sillabari è uno spettacolo frizzante e dal ritmo serrato, con i costumi esilaranti di Santuzza Calì e le musiche orecchiabili arrangiate da Jacqueline Perrotin. Purtroppo però il teatro del comico fiorentino non si rinnova –salvo la minor presenza sul palco dell’attore dovuta alla veneranda età- e non riesce quindi ad attirare i giovani, ma in gran parte persone al di sopra dei sessanta; infatti le scene di Emanuele Luzzati sono quasi uguali a quelle di molti altri suoi spettacoli.
Sillabari è tratto dall’omonimo libro di Goffredo Parise, da cui il genio di Paolo Poli trae liberamente monologhi, dialoghi e canzonette interpretate magistralmente da lui, Luca Altavilla, Alfonso De Filippis, Alberto Gamberini e Giovanni Siniscalco. Il risultato sono 18 quadretti comici che ricordano gli anni ’40 e il dopoguerra, con canzonette conosciute dall’anziano pubblico.
Paolo Poli è stato anche protagonista alle 18.00 di sabato 9 gennaio del primo dei cinque incontri con gli attori all’Antico Caffè Di Simo, che si concluderanno ad Aprile con gli interpreti di “Pensaci, Giacomino!”. Un incontro in cui il comico è stato forse più divertente che nello spettacolo perché, non costretto da un monologo già scritto, raccontava a ruota libera della sua vita e della sua carriera artistica, facendo divertire il pubblico numeroso, nonostante il maltempo che non invitava certo a uscire di casa.
Durante l’incontro il Maestro spiegava che la difficoltà principale adesso sta nel cantare, infatti sul palco del Giglio pendeva un piccolo microfono appena visibile, che gli permetteva di essere sentito bene in tutto il teatro.
Alla fine dello spettacolo ha concesso al pubblico acclamante un bis “dannunziano”, in cui però lo si sentiva prendere rumorosamente fiato nelle pause musicali, perché, nonostante la sua irrimediabile infantilità, non è più il Paolo Poli di un tempo.
Andrea Balestri
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