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SILLABARI
Paolo Poli, grazie alla sua fantasia, creatività e irriverenza non permette alla noia di insinuarsi nelle scene delle sue rappresentazioni, ha la grande capacità di toccare il cuore e l’intelligenza del pubblico.
Poli è un eccentrico artista,questa volta prende a prestito una serie di brevi racconti tratti da Sillabari di Goffredo Parise scritti negli anni cinquanta e li interpreta a modo suo. La commedia si articola in vari spezzoni introdotti da bellissimi fondali di Emanuele Luzzati, con siparietti in cui vengono rappresentate le storie di “varia umanità” (ancora oggi attuali) dove protagonisti sono i “sentimenti umani” di bambini ingenui, donne sole, vecchi stralunati.
Questi spaccati di vita vengono commentati ed accompagnati da una serie di celebri canzoni dell’epoca, interpretate con eccezionale garbo dall’elegante e strabiliante attore il quale unisce la fedeltà al testo con il fine divertire, con l’ironico sberleffo o il provocante sarcasmo.
Stupefacente la scenografia di Emanuele Luzzati, il quale si ispira ai grandi pittori del novecento legati al contesto dei racconti, meravigliosi anche i costumi di Santuzza Calì,le musiche di Jacqueline Perrotin, le coreografie spassose di Alfonso De Filippis.
Federica Muse
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