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Quando la passione diventa lavoro… Tutto cambia!
Ahimè Ahimè… e come se cambia, e si vede, ma soprattutto si avverte!
Ieri sera il Teatro del Giglio, ha ospitato l’acclamato Musical della
Compagnia della Rancia HIGH SCHOOL MUSICAL , liberamente tratto dall’omonimo film della W.Disney.
Ad attendere la serata, folle di ragazzine entusiaste del loro Troy italiano, Jacopo Sarno, e della dolce protagonista femminile Gabriella, interpretata da Denis Faro!
Personalmente penso di aver assistito ad uno spettacolo decisamente convenzionale, paragonabile ad un frutto di pasta di zucchero.. che fa venire l’acquolina in bocca per la sua pomposa presentazione visiva, ma dal sapore sdolcinato e assai stucchevole.
Queste non sono risentite critiche che vogliono abbattere il lavoro di tanti professionisti dello spettacolo.. ci mancherebbe.
Il mio intento è quello di sfatare quanto delitto è stato compiuto, alla mia (e non solo..), genuina aspettativa di divertimento, e coinvolgimento sinestetico, che da un Musical si può decisamente trarre senza sembrare sognatori!
Quindi, partendo dal presupposto che è possibile, e direi lecito, pensare di esser fagocitati dal palcoscenico, dato anche il fatto che gli attori sono tutti giovanissimi, a cui la carica e l’energia non dovrebbe mancare, la mia domanda è: cosa è mancato alla rappresentazione a cui ho assistito ieri sera, 24 Ottobre?
Beh, intanto è mancato il Live, ovvero, gli attori cantavano come canta un pesciolino in una boccia.. trovato questo punto di partenza, ne è scaturito un patos mediocre già da parte dei nostri protagonisti!
‘‘ Uffa _ mi è venuto subito da dire_ Che delusione!’’
Ma non vorrei sembrare scontata, cioè, queste sono considerazioni personali che possono essere condivise o meno, quello su cui io vorrei soffermarmi è l’aspetto preconfezionato con cui è presentato alle platee questo particolare allestimento, come un bel vestito che al momento che viene indossato, risulta poco vestibile!
Per questo nel titolo al mio commento ho fatto riferimento alla passione che in questo caso (..e spero solo in questo!!) viene snaturata quando diventa un lavoro, proprio perché è questo che è accaduto.
Gli attori, non sono più attori, i cantanti, non sono più cantanti,e l’energia,non è più energia! Come un eterno dualismo, che ci ha mostrato, oltretutto malamente, una bella facciata!!
Carlotta Baccei
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