Manifesto, bozzetto di Luigi Scoglio [file PDF 280,90 KB]
Locandina Candide Lucca 13 e 14 febbraio 2010 [file PDF 36 KB]
operetta comica in due atti
Scottish opera stage version, 1989
Testi di Richard Wilbur
testi aggiuntivi di Stephen Sondheim, John Latouche, Lillian Hellman, Dorothy Parker, Leonard Bernstein
Libero adattamento di Hugh Wheeler da Voltaire
Orchestrazioni di Leonard Bernstein e Hershy Kay
con orchestrazioni supplementari da John Mauceri
Musica di Leonard Bernstein
Editore Boosey & Hawkes
rappresentante per l'Italia Universal Music Publishing Ricordi srl, Milano
direttore Elio Boncompagni
regia Michał Znaniecki
scene Luigi Scoglio
costumi Kornelia Piskorek
coreografie Aline Nari
light designer Marco Minghetti
Orchestra della Toscana
Ensemble vocale del Progetto L.T.L. OperaStudio
maestro del coro Marco Bargagna
gli interpreti (in ordine alfabetico) si alterneranno nelle varie recite
Candide Leonardo Alaimo / Wojciech Sokolnicki
Cunegonde Aleksandra Kubas / Ewa Majcherczyk
Pangloss - Martin - Cacambo Nejat Isik Belen / Piotr Płuska
Old Lady Ozge Kalelioglu / Sylwia Złotkowska
Governor - Vanderdendur - Ragotski Sylwester Targosz / Nicola Vocaturo
Paquette Francesca Salvatorelli / Agnieszka Świerczyńska
Maximilian - Captain Giuseppe Di Paola / Maciej Bogumił Nerkowski
Inquisitor - Tzar Ivan Seweryn Ropenga / Alberto Zanetti
Junkmann - Achemist - Bear keeper - Cosmetic merchant - Croupier - Doctor - Stanislaus Ignazio Nurra / Cezary Roman
Inquisitor - Charles Edwards - Sultan Achmet - Crook Dmitro Foshchanka / Christian Moschettino
Inquisitor - Hermann Augustus Mateusz Drab / Michele Pierleoni
e con la partecipazione di Tommaso Cavallo nel ruolo di Voltaire
maestri collaboratori Anna Cognetta, Marcello Giusto, Elisa Montipò
direttore di palcoscenico Guido Pellegrini - capo macchinista Luca Barsanti
capo attrezzista Daniela Giurlani - capo sarta Patrizia Bosi
datore luci Tiziano Panichelli - responsabile trucco e parrucche Sabine Brunner
Sopratitoli a cura di Prescott Studio, Firenze
Nuovo allestimento del Teatro del Giglio di Lucca
Scene e costumi realizzati dal Teatro Wielki di Poznan (Polonia)
Coproduzione L.T.L. OperaStudio (Teatro del Giglio di Lucca, Teatro di Pisa, Teatro Goldoni di Livorno),Teatro Alighieri di Ravenna, Teatro Wielki di Poznan (Polonia)
Nell’anno che precedette il trionfale successo di West Side Story, Leonard Bernstein e la scrittrice Lillian Hellman si lanciarono nell’azzardo di tradurre in musica per il teatro popolare un capolavoro della letteratura polemica illuministica come il Candide ou L’Optimisme di Voltaire (1759). Fu, nelle parole del regista della prima messinscena Tyrone Guthrie, «come un rifacimento del Crepuscolo degli dèi curato da Rossini e Cole Porter». Fu anche, all’inizio, un sostanziale insuccesso, cosa però che non impedì a Bernstein di riprendere questo titolo fino all’ultimo, con varie modifiche e aggiunte. La partitura del Candide appartiene alla serie di capolavori che non sono classificabili entro alcun genere, come Il viaggio a Reims di Rossini o Les Contes d’Hoffmann di Offenbach. Candide accoglie in sé una moltitudine di stili e caratteri che si reggono tra loro come in un castello di carte, in bilico tra l’allegria spensierata dell’operetta, il turbinio spettacolare del musical e il profondo lirismo del teatro musicale classico.
Lillian Hellmann e i molti scrittori che negli anni contribuirono alla versificazione del libretto hanno sostanzialmente mantenuto intatto lo schema della vicenda, così come il succedersi dei personaggi del romanzo di Voltaire, che qui diventa il narratore degli eventi. Nell' impianto drammaturgico, al vorticoso succedersi degli avvenimenti corrisponde un tour de force compositivo che solo un ingegno di pirotecnico virtuosismo quale quello di Bernstein poteva portare a buon fine. Nei ventisette numeri musicali in cui è articolato, Candide rimane, sotto l’apparente leggerezza dell’ironia, uno dei più amari commenti all’ipocrisia con cui la cattiva coscienza del mondo si rappresenta, cercando di nascondere l’autentica natura delle azioni dell’uomo. Sotto il profilo musicale è da segnalare in modo particolare la brillante e felicissima ouverture, entrata ormai stabilmente anche nel repertorio sinfonico delle grandi orchestre.
Il progetto LTL Opera Studio 2009 si basa sull’idea di continuità e sviluppo delle esperienze passate. Ciò sia sul piano del metodo e dell’organizzazione generale del lavoro sia sul piano del contenuto. La scelta del titolo Candide, infatti, è finalizzata a confermare le caratteristiche di forte impatto espressivo e simbolico, di grande varietà tecnica e stilistica e dunque di ampie prospettive al lavoro formativo, riscontrate con lo studio dell’opera Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny svolto nel 2008 e con i titoli precedenti. Candide si caratterizza infatti, oltre che per la straordinaria vivacità e brillantezza della scrittura musicale, anche per una forte impronta satirica, direttamente mutuata dalla novella del filosofo illuminista francese Voltaire da cui deriva, che include una profonda riflessione sui mali del mondo, sulle ipocrisie dei poteri, sulla vuotezza delle utopie di società perfette. Esattamente gli stessi temi che, sia pur sul versante drammatico, affrontava Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny. Come sempre accade in questi casi, un testo collocato storicamente in modo assai preciso, mantiene la propria attualità anche in epoche diverse: così fu negli anni Cinquanta nell’America di Bernstein e della commediografa Lillian Hellman, prima autrice del libretto, così è ancor oggi, come dimostra la fortuna dell’opera più volte rappresentata anche in tempi recenti. Mai però, come nella tradizione del Progetto L.T.L. Opera Studio, nei teatri di tradizione toscani. L’opera subì varie revisioni e ci è dunque giunta in diverse versioni. Noi
adotteremo quella finale, la Scottish Opera Edition del 1989. Questa versione si basa sulla giustapposizione delle situazioni e su un efficace stridore satirico che nasce dal continuo non sense delle situazioni drammaturgiche. Ciò si riflette sul piano musicale dove si alternano strizzatine d’occhio a Broadway, citazioni bachiane, arie, cori, brani di carattere in un continuo e miracolosamente equilibrato
tourbillon di stili e linguaggi. Che non esclude anche il ricorso a situazioni coreografiche di notevole rilevanza. Punto di forza di questa edizione sarà la collaborazione, che si aggiunge a quella ormai consolidata col Teatro Alighieri di Ravenna, del Teatr Wielki-Opera di Poznan (al quale si uniscono altri due importanti teatri polacchi) uno dei maggiori centri di produzione lirica del paese slavo.
Ravenna, Teatro Alighieri sabato 20 e domenica 21 febbraio 2010
Livorno, Teatro Goldoni giovedì 4 e venerdì 5 marzo 2010
Pisa, Teatro Verdi sabato 20 e domenica 21 marzo 2010