News

15 gennaio 2013

Seminario Intensivo di scrittura teatrale

Seminario intensivo di scrittura teatrale

Luogo: SALA CORO TEATRO DEL GIGLIO (INGRESSO DAL TEATRO SAN GIROLAMO) VIA SAN GIROLAMO - LUCCA

Data: 19 gennaio 2013

Orario: 12:00-20:00

Durata: un seminario intensivo per un totale di 8 ore

Destinatari: Il laboratorio è rivolto a tutti gli interessati per un numero massimo di 15 partecipanti.

Costo: 60 euro

Contenuti-Obiettivi del laboratorio

Un seminario per esplorare l’interazione fra sogno e scrittura teatrale. Per farlo, partiremo da uno zoom su un capolavoro della psicanalisi moderna. Capolavoro e pietra miliare non solo nel campo della psicanalisi, ma di tutta la cultura moderna, “L’interpretazione dei sogni” di Sigmund Freud ha letteralmente aperto il secolo scorso, essendo pubblicato nell’anno 1900. Nell’analisi di Freud il sogno è né più né meno un mezzo tra i più validi per rielaborare fantasie rimosse durante il giorno, che vengono rappresentate come in una specie di teatro durante la notte. Dunque c’è – secondo Freud – un fortissimo legame fra il sogno e il teatro. Si può dire che il sogno sia una commedia, dove ogni cosa si ripresenta camuffata. Con un nuovo ruolo. Ma di infinita e maggiore autenticità. Nel corso di questo laboratorio di scrittura, il drammaturgo e regista Stefano Massini partirà da alcune delle più note pagine del volume per addentrarsi in uno studio sulle possibilità/potenzialità di questo materiale “incandescente”, figlio al tempo stesso della scienza e della visione, dell’empirico e dell’astratto. Un viaggio nella drammaturgia dell’onirico, che sfrutta le strutture narrative del sogno e le sue filiazioni surreali, in un continuo gioco di rimandi fra dialogo reale e astrazione iconoclasta. Il sogno in fondo è partenza e arrivo di tutto quello che attiene alla creatività umana, e dunque al teatro. Partiamo da Freud per interrogarci su come il sogno possa stimolarci e suggestionarci nella scrittura scenica.


Così il critico teatrale Simone Nebbia su “teatro e critica” racconta il seminario di Stefano Massini nella sua edizione a Brescia nel gennaio 2012:

Sulla porta nera di una sala interna al nuovo Teatro Spazio Idra di Brescia, dove la compagnia Teatro Inverso ha appena dato inizio alle meraviglie di Wonderland Festival, un’etichetta decreta l’uso dello spazio appena oltre, indirizza la curiosità e condiziona l’apertura della maniglia: Palestra Correttiva, è scritto. Aprendo la porta, di fianco alla vetrata che dà sul giardino recinto all’interno, ci si trova di fronte un gruppo di persone – otto – riuniti in circolo di sedie attorno al vuoto dove evidentemente passeranno le parole e i loro pensieri; uno di loro sta parlando, articola il suo appassionato costrutto e si rivolge alle persone di fronte, non alle loro orecchie, direttamente a qualcosa di più intimo. Palestra Correttiva, c’era scritto. Io non so se qui c’è qualcuno che deve correggere qualcosa, ma certo di palestra si tratta, quando un drammaturgo come Stefano Massini – che non conoscevo lo ammetto e mi ha sorpreso come le giornate di sole a mezzo inverno – si spoglia dei suoi testi, dei suoi successi, della sua qualifica di autore, e si immerge nella stessa acqua placentare in cui stanno cercando di nuotare – e nascere – sette giovani drammaturghi; una penna in mezzo alle penne misura la gittata dell’inchiostro, convoglia i loro desideri seguendo le curve del loro tracciato. L’interpretazione dei sogni. Sigmund Freud. Massini ce l’ha nella tasca sinistra della giacca di velluto chiaro, è un bel volume ma ci va perfettamente, lui ha l’aria di uno che non lo lascia mai a casa, lo sfoglia di continuo ed è mosso da una volontà insopprimibile di dimostrare – a ragione – quanto la drammaturgia e il sogno compiano o debbano compiere l’identico percorso, quanto nell’una sia palesata la necessità vivificante dell’altro, contenitore sospeso della meraviglia e del gioco per innescarla. Ma si fugga dall’idea che il sogno sia un tappeto di nuvole: ci dice Freud che non c’è cosa più concreta dei sogni, il reintegro della realtà in una visione appunto drammatizzata, è lo stesso sistema di creazione che permette a me di dire che teatro sia fra le arti la più vera, perché artificio espresso e sinceramente messo in opera di trasformazione. Il primo passo della drammaturgia, dice Massini, è “la liberazione dalle repressioni imposte dalla morale”, ossia da ciò che confligge con la naturalità evolutiva dell’esistenza, ciò che annienta la capacità immaginifica perduta, che ci fa dimenticare parte della materia di cui siamo fatti, quella parte che il sogno lavora e restituisce appunto trasformata. Proprio come l’opera d’arte. E dunque, se la realtà sovraesposta e rutilante è così voracemente espressa, l’arte rappresentandola ne rischia l’assoluzione, non certo quel conflitto che invece ne è fondamento; diversamente andare contro, metterla in crisi è forse quel che è capace di proporne un’altra di realtà, una via di rivolta e non di conservazione. L’argomento che verrà da Massini affrontato anche in un workshop di due giorni (17 e 18 marzo a Castiglioncello) dal titolo “Intorno ai sogni” non è dunque il sogno, ma la sua interpretazione, ossia l’atto di critica alla trasformazione della materia, rintracciandone il nucleo di verità che porta con sé, indubitabile per il solo fatto di aver scelto quella – e non altra – materia. Il sogno, reinterpretando le parole di Massini, organizza gli elementi per l’urgenza di un desiderio non realizzato (o non ancora) nella vita, ma bisogna fare attenzione perché oggi quel processo è conflitto di costruzione e non distruzione: è con la cura della forma ben congegnata ed essenziale, lucida di struttura, che ne gode la sostanza, così capace di esplodere la materia. Inizia così il progetto di Residenza Idra che comporrà sette drammaturgie per altrettanti autori, una di queste in maggio, nel mese della fioritura, vedrà la scena. Sette autori con Freud nella tasca sinistra della giacca: non dovranno fare altro che scrivere, il solo modo che hanno gli uomini, per sognare di diventare sognatori.
(Simone Nebbia)


Stefano Massini

Si veda il sito www.stefanomassini.it

Fiorentino (1975), autore e regista, Stefano Massini vince all'unanimità nel 2005 il Premio Tondelli a Riccione Teatro con L'odore assordante del bianco. Da allora ha ricevuto i massimi premi: Flaiano, Fondi La Pastora, Franco Enriquez, Porto S.Giorgio oltre al Premio Nazionale della Critica al Piccolo Teatro di Milano. i suoi testi teatrali sono stati pubblicati, premiati, allestiti da attori di primo piano, tradotti in vari paesi del mondo e anche lì presentati con successo. Fra i titoli più noti: Processo a Dio con Ottavia Piccolo, il Trittico delle Gabbie, Frankenstein per il Teatro Metastasio di Prato e infine Donna non rieducabile, spettacolo/memorandum su Anna Politkovskaja di cui girano attualmente 5 diverse produzioni in Italia, Francia, Belgio, Lituania e Germania.



PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI AL CORSO CONTATTARE:

Teatro del Giglio – Ufficio Formazione

Tel: 0583465327 – [email protected]

Azienda Teatro del Giglio - A.T.G.
Piazza del Giglio, 13/15
55100 - Lucca (LU)
Tel:(+39) 0583.46531
TEATRO DEL GIGLIO
www.teatrodelgiglio.it
Sito ufficiale del Teatro del Giglio ATG
© Teatro del Giglio salvo ove diversamente indicato