Stagione 2013/2014

La voce umana - Il bell'indifferente

di Jean Cocteau
traduzione René de Ceccatty

con Mauro Conte

regia Benoît Jacquot

Teatro San Girolamo
martedì 4 febbraio 2014, ore 21.00

scene Roberto Plate
costumi Nicoletta Ercole e Christian Gasc 
luci Daniele Nannuzzi e Jacques Rouveyrollis

assistente alla regia Geneviève Dufour
assistente alle scene Luisa Paglialunga
assistente alle luci Jessica Duclos
assistente Adriana Asti Chiara Mogavero
costumi Adriana Asti fbg 22-11 studio de costumes, D’Inzillo Sweet Mode s.r.l.
pullover jacquard Agnès Dominique Dit Cabannes

scene realizzate dal laboratorio di scenotecnica e pittura del Festival dei 2Mondi di Spoleto

un progetto di Spoleto56 Festival dei 2Mondi
coproduzione Teatro Metastasio Stabile della Toscana /Spoleto56 Festival dei 2Mondi
con la collaborazione di Mittelfest 2013

Adriana Asti, indiscussa protagonista del teatro e del cinema, si presenta al pubblico con una prova d’attrice dedicata a Jean Cocteau. Con la prestigiosa messa in scena di Benoît Jacquot, grande regista del cinema francese che per la prima volta si misura con le tavole del palcoscenico.

La voce umana

Una donna al telefono, nella sua camera da letto, aggrappata alla flebile voce dell’uomo che l’ha lasciata per un’altra. Il celebre atto unico - un intenso monologo della protagonista - ripercorre drammaticamente la parabola dell’amore finito.

Il bell’indifferente

Scritto per Edith Piaf, un altro celebre monologo femminile sulla fine di un amore. Alla presenza di una muta e indifferente figura maschile.

"Le due pièce si susseguono, prima La voce umana, poi Il bell’indifferente. Nessun intervallo, appena il tempo di modificare a vista la scena. L’attrice scenderà dal palcoscenico, assisterà al cambio degli arredi da una poltrona della prima fila, risalirà non appena pronta la scena.

Ne La voce umana un pavimento inclinato mostra l’angolo di una camera. I muri del teatro con le loro porte, scale, estintori restano visibili nell’oscurità. L’attrice, a piedi nudi, non potrà che salire o scendere sulla pendenza del pavimento. Un letto, una lampada con abat-jour, una poltroncina, un altro lume con abat-jour, un telefono a filo.

Cocteau: "… una camera, un personaggio, l’amore, e l’accessorio banale delle camere moderne, il telefono … (l’autore) vorrebbe che l’attrice desse l’impressione di sanguinare, di perdere il suo sangue come una bestia azzoppata, per terminare l’atto in una camera piena di sangue".

Ne Il bell’indifferente si dispongono in altro modo gli stessi arredi, sullo stesso pavimento inclinato, collocando alcuni elementi di scena, porte, finestre e mantenendo visibili i muri del teatro. Si passa da un giorno che finisce a una notte rischiarata dai neon dell’esterno urbano.

Le due pièce, presentate di seguito, compongono la prova di una sola attrice ed esprimono la stessa denuncia di una donna sola.

Voilà." Benoît Jacquot

***

ADRIANA ASTI
Nel corso della sua carriera teatrale è stata diretta, tra gli altri, da Strehler, Visconti, Ronconi, Harold Pinter, Susan Sontag, Alfredo Arias interpretando con riconosciuta maestria grandi personaggi del teatro classico e moderno. Ha ispirato autori come la Ginzburg, Siciliano, Patroni Griffi, Cesare Musatti e Franca Valeri, che hanno creato per lei indimenticabili protagoniste per le nostre scene. Da molti anni recita anche in lingua francese ed è riuscita a far conoscere, con grande successo, alcune delle sue eroine, sui palcoscenici di Parigi. Ha scritto due commedie, Caro Professore e Alcool, rappresentate per più di 200 repliche, e due romanzi pubblicati in Francia, Rue Ferou e Se souvenir et oublier. Ha partecipato ad oltre 60 film diretta, tra gli altri, da Visconti, De Sica, Pasolini, Bertolucci, Bolognini, Brass, Giordana, Techiné e Bunuel. Stramilano, nostalgia in musica della sua città, e Ja das Meer ist blau, poemi e canzoni di Brecht e Weill, spettacoli da lei ideati, la vedono nella sua nuova veste di cantante. Per le sue interpretazioni ha ottenuto il Premio Ennio Flaiano, tre Maschere d’oro, quattro Nastri d’argento, il David di Donatello, la Grolla d’oro, il Premio De Sica e il Ciak d’oro. Dal 2004 è Grande Ufficiale della Repubblica Italiana. Nel 2009 Robert Wilson l’ha diretta in Giorni Felici di Samuel Beckett. Nel 2011 è stata insignita del titolo di Chevalier dans l’Ordre des Arts et de Lettres.

 

BENOÎT JACQUOT
Benoît Jacquot debutta nel 1965 come assistente alla regia. Fra il 1970 e il 1976 si occupa della realizzazione di documentari e nel 1975 dirige il suo primo film, ispirato ad un racconto di F. Dostoïesvski, L’Assassin musicien. Dopo Les Enfants du placard (1976), gira Les Ailes de la colombe (Storia di donne, 1981) tratto dal romanzo di Henry James, e interpretato da Isabelle Huppert, Dominique Sanda e Michele Placido; poi è la volta di Corps et biens, un giallo adattato dal romanzo Tendre femelle di James Gunn, e di Les Mendiants, basato sul romanzo di Louis-René Desforêts (1986). Con La Désenchantée (1989), interpretato da Judith Godrèche, si allontana dal cinema d’autore. La Fille seule (1995), con Virginie Ledoyen, viene elogiato dalla stampa internazionale. Le Septième ciel (1997) con Sandrine Kiberlain e Vincent Lindon è il suo primo grande successo di pubblico. Nel 1998 ritrova Isabelle Huppert per l’adattamento di un romanzo di Y. Mishima, L’école de la chair, presentato al Festival di Cannes. Nel 1999 dirige Fabrice Lucchini, Vincent Lindon e Isabelle Huppert in Pas de scandale. Segue un periodo piuttosto prolifico, scandito dalla regia di film ‘in costume’: La Fausse Suivante (2000) di Marivaux, con Isabelle Huppert, Sandrine Kikerlain e Mathieu Amalric, Sade (2000) con Daniel Auteuil, Tosca (2001) con Angela Georghiu e Roberto Alagna e Adolphe (2002) con Isabelle Adjani e Stanislas Merhar. Nel 2003 gira Princesse Marie con Catherine Deneuve e Heinz Bennent, e nel 2006 Gaspard le bandit, con Jean Hughes Anglade e Natacha Régnier. La figura femminile - centrale del cinema di Benoît Jacquot - viene nuovamente celebrata in A tout de suite (2004), in L’intouchable (2006) con Isild Le Besco, in Villa Amalia (2008) con Isabelle Huppert. Nel 2012 adatta Les faux-Monnayeurs dal romanzo di André Gide per un film interpretato da Melvil Poupaud, e gira Au fond des bois con Isild Le Besco. La sua opera più recente, che ha inaugurato il Festival di Berlino 2012, è Les Adieux à la Reine, tratta da un romanzo di Chantal Thomas, con Lea Seydoux, Diane Kruger e Virgine Ledoyen. Benoît Jacquot è inoltre un autore televisivo: ha realizzato documentari su Jacques Lacan, Alfred Deller, Merce Cunningham, Marguerite Duras. Per il piccolo schermo ha adattato numerosi spettacoli teatrali: Voyage au bout de la nuit di Louis-Ferdinand Céline e L’étonnant voyageur, entrambi interpretati da Fabrice Lucchini, La bête dans la Jungle tratto da un romanzo di Henry James (con Delphine Seyrig e Sami Frey), Dans la solitude des champs de coton di Bernard-Marie Koltès, Il faut qu’une porte soit ouverte ou fermée di Alfred de Musset, La Place Royale tratto da Pierre Corneille. Nel 2004 mette in scena Werther de Massenet alla Royal Opera House di Covent Garden con Marcelo Alvarez nel ruolo protagonista. La stessa produzione è andata in scena all’Opéra Bastille nel gennaio 2011, con Jonas Kauffman nel ruolo di Werther. Nel 2014 metterà in scena La Traviata all’Opéra Bastille.

Azienda Teatro del Giglio - A.T.G.
Piazza del Giglio, 13/15
55100 - Lucca (LU)
Tel:(+39) 0583.46531
TEATRO DEL GIGLIO
www.teatrodelgiglio.it
Sito ufficiale del Teatro del Giglio ATG
© Teatro del Giglio salvo ove diversamente indicato